Le attività svolte da LGH sono molto diversificate: si passa dal ciclo idrico integrato (depurazione acque e distribuzione acqua potabile) al trattamento rifiuti (trattamento, stoccaggio provvisorio e definitivo, termovalorizzazione) alla produzione di energia elettrica. Quali sono I principali rischi ambientali di una società di servizi pubblici come LGH?
LGH è una multiutility operante nei comuni di Cremona, Franciacorta, Lodi e Pavia. I servizi presidiati sono servizi energetici (come distribuzione gas, teleriscaldamento e produzione di energia elettrica), servizi commerciali (come vendita gas, calore ed energia elettrica), servizi ambientali (come igiene urbana , smaltimento e trattamento rifiuti), servizi del ciclo idrico integrato nonché servizi minori.
Sono molteplici gli eventi che possono causare rischi: dai fenomeni metereologici esterni, come terremoti o alluvioni, agli eventi improvvisi e di grandi dimensioni quali scoppi, incendi e guasti, agli eventi piccoli, magari impercettibili, quali, per esempio, lievi infiltrazioni che si protraggono nel tempo. Mentre i primi possono causare danni agli impianti immediatamente individuabili e verificabili, i secondi possono comportare nel tempo fenomeni di inquinamento progressivo. Altre cause di rischio sono legate ad eventuali anomalie dei processi. Da ultimo, ma non di minore importanza, sono i rischi derivanti dalle caratteristiche dei reflui e/o dei rifiuti trattati e/o messi a dimora definitiva, dal momento che queste caratteristiche non sono determinate dal Gruppo.
In considerazione della varietà degli eventi che possono originare rischi, il Gruppo si è dotato di un Sistema di Gestione Integrato per la Qualità, l’Ambiente, la Salute e la Sicurezza nei luoghi di lavoro certificato OHSAS 18001:2007. In alcune società , per il momento, si è dotato di un Sistema di Gestione Ambientale certificato UNI EN ISO 14001:2004. Questi Sistemi di Gestione hanno, tra gli altri, lo scopo di controllare, prevenire e ridurre i rischi di inquinamento. Questi Sistemi di Gestione e Prevenzione dei rischi sono curati dalla funzione Qualità Prevenzione e Protezione, indipendente dalla funzione di Risk Management. Forse è utile descrivere come queste due funzioni differiscono, ancorché legate da stretta collaborazione. La funzione Qualità, Prevenzione e Protezione cura direttamente i sistemi di gestione dei rischi oggetto di certificazione, come i rischi ambientali. Mentre il Risk Manager supporta il funzionamento del Comitato Rischi, che fornisce al top management un quadro di sintesi di tutti i rischi, compresi quelli oggetto di certificazione, i relativi controlli e trasferimenti. Nel contempo il Risk Manager cura il processo di gestione dei rischi operativi e di mercato non oggetto di certificazione e il trasferimento assicurativo dei rischi assicurabili.
A suo giudizio, esiste qualche differenza tra la figura del risk manager in un’impresa industriale classica rispetto ad una società di servizi come la vs. a capitale pubblico? Fornendo servizi pubblici si crea un rapporto stretto con il cittadino, questo comporta anche una maggiore attenzione sul piano della prevenzione e protezione rispetto ad un’impresa privata?
La funzione del Risk Manager, e delle altre funzioni di controllo interno, consiste nell’aiutare l’azienda a comprendere quali eventi possano causare rischi e, di conseguenza, suggerire possibili modalità di protezione delle persone e del Conto Economico. Purtroppo i rischi nel tempo si possono trasformare in maggiori costi o minori ricavi, quindi l’adozione di un’adeguata protezione può prevenire o ridurre tali maggiori costi o minori ricavi. Inoltre una migliore consapevolezza dei rischi permette all’azienda di perseguire, ove possibile, una remunerazione maggiore a fronte di maggiori rischi . Poiché la necessità di massimizzare i risultati di Conto Economico è comune a tutte le società, non dovrebbero pertanto esserci differenze significative nei compiti del Risk Manager di un’azienda industriale rispetto a quelli del Risk Manager di un’azienda di servizi il cui capitale è posseduto da Comuni.
Per questi motivi ritengo che la funzione di Risk Manager sia necessaria a tutte le società di capitali, pur riconoscendo che società con business differenti possano aver bisogno di competenze differenti per svolgere la stessa funzione; ed ancora, alcune società possono differire da altre per l’orizzonte temporale entro il quale si prefiggono di raggiungere i propri obiettivi. Quando una società è sensibilizzata, per vari motivi, a ritorni economici nel brevissimo periodo, si può riscontrare una minore sensibilità, o priorità, alle problematiche di risk management. Infatti, chi investe in prevenzione e protezione potrebbe avere un beneficio nel medio-lungo periodo. Da questo punto di vista, quando un Comune è proprietario di una società che opera nel proprio territorio, quasi certamente adotterà orizzonti temporali di medio-lungo periodo e sarà portato a sostenere le attività di prevenzione e protezione sia come tutela per la cittadinanza, sia come difesa del conto economico dell’azienda stessa.
Nella sua attività professionale si sono verificati eventi di particolare interesse (incidenti, rischi di complessa valutazione a priori) che può essere interessante condividere con i ns. lettori o che le sono poi stati di particolare aiuto od utilità? Ad es. nel recente inquinamento del fiume Lambro è stato coinvolto anche un importante impianto di depurazione: in una valutazione ex ante sicuramente era complesso immaginare un rischio simile….
Ovviamente non è possibile prevedere tutti gli eventi, soprattutto quelli che non si sono mai verificati in passato. Inoltre nella mia esperienza professionale ho riscontrato che non è sempre facile individuare, dimostrare o quantificare le responsabilità specifiche di ciascun soggetto e non è sempre facile ottenere le risorse finanziarie per provvedere tempestivamente al ripristino senza gravare eccessivamente sui flussi di cassa aziendali. Per prevenire e/o gestire al meglio situazioni di emergenza il Gruppo LGH predispone un Piano di Monitoraggio Ambientale , un Piano delle Emergenze e , adottate le necessarie misure di prevenzione dei rischi, trasferisce all’assicuratore il rischio assicurabile. In caso di sinistro l’assicuratore fornisce le risorse finanziarie per fare fronte all’emergenza e può contribuire all’accertamento stragiudiziale delle responsabilità .
Quale processo decisionale vi ha portato alla scelta di assicurare i vostri rischi ambientali con una polizza dedicata?
Come già precedentemente spiegato , oltre ad aver investito metodicamente in politiche di prevenzione e protezione, il management ha anche deciso di trasferire al mercato assicurativo i rischi ambientali assicurabili. La modalità più completa di trasferimento di questo tipo di rischio è una polizza dedicata, in quanto, purtroppo, il rischio di inquinamento è escluso, in tutto o in parte, da molte polizze, quindi questi eventi possono diventare una esposizione seria a carico del Conto Economico aziendale. Per questo motivo il Gruppo ha deciso di stipulare la polizza inquinamento, che permette di assicurare sia i rischi di inquinamento improvviso, sia i rischi di inquinamento progressivo. Inoltre è stata dedicata particolare attenzione a non interrompere il periodo retroattivo di efficacia della copertura.
In Italia sono centinaia le discariche, gli inceneritori, i depuratori, le reti fognarie, i centri di stoccaggio pubblici e privati privi di una copertura assicurativa per i rischi ambientali (le fideiussioni imposte dalla legge svolgono infatti ben altra funzione): quale consiglio si sente di dare ai suoi “colleghi” che forse sottovalutano i rischi ambientali?
Condivido pienamente l’impostazione attuata da LGH e quindi non posso che suggerire di seguirla.
Perché a suo avviso le polizze inquinamento sono così poco diffuse in Italia sia nel settore pubblico che privato? È un problema di cultura del rischio, di scarsa conoscenza delle assicurazioni od altro? C’e qualcosa che gli assicuratori potrebbero fare per migliorare la diffusione dei prodotti ?
Ritengo che prodotti assicurativi indirizzati alla protezione dei danni causati dall’inquinamento potrebbero avere una maggiore diffusione, se rappresentassero una vera soluzione al problema. Quindi se le aziende avessero la consapevolezza che questo prodotto assicurativo permette effettivamente di trasferire la maggior parte dei rischi da inquinamento e che l’assicuratore li affianca nell’analisi del rischio. Sicuramente possono contribuire significativamente iniziative di comunicazione e sensibilizzazione sui rischi di danni causati dall’inquinamento e sul sempre maggiore rigore normativo, illustrando però nel contempo le soluzioni assicurative disponibili.