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Intervista a Massimo Bertaglia, Casualty Practice Leader, Marsh Spa - Italia

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12 April 2010

I rischi sono sempre più complessi e soprattutto determinano delle gravi conseguenze economiche, oltre che sociali. Specialmente sul versante delle Imprese, si continua a registrare un limitato sviluppo delle garanzie assicurative: quali sono i fattori che determinano questa situazione?

Mediamente le Aziende in Italia manifestano una limitata propensione a considerare “il rischio” quale elemento la cui valutazione è indispensabile per comprendere i fattori di successo e gli elementi di vulnerabilità dell’impresa e del risultato complessivo da esse atteso. Questa situazione cambia leggermente nel momento in cui quelle valutazioni sono richieste dalla legge (una per tutte, per esempio, quanto previsto dal DLgs. 81/2008 in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro), ma siamo ancora lontani dalla diffusa adozione di metodologie, oramai ben consolidate, che permettano d’individuare i fattori di rischio e soprattutto, di quantificare i possibili impatti economici che possono compromettere pesantemente il risultato di un’attività imprenditoriale.
La prospettiva potrebbe radicalmente cambiare, se solo si pensasse alla polizza assicurativa quale strumento per acquisire una provvista di capitale nel momento in cui le conseguenze di un evento avverso mettono in crisi il bilancio aziendale: non a caso, questo concetto viene più volte considerato dagli specialisti di economia aziendale e per altri versi, è pure all’attenzione del sistema creditizio nel momento in cui valuta la solvibilità dell’impresa alla quale sta erogando i mezzi finanziari.
Occorrerebbe pertanto una rinnovata attenzione verso questi aspetti, appena citati in massima sintesi, la cui valenza è sicuramente importante per la corretta capitalizzazione di un’azienda, specialmente in questo momento in cui le realtà imprenditoriali stanno cercando di uscire dal momento congiunturale negativo.
C’è vivamente da sperare, quindi, che non siano unicamente gli obblighi di legge o peggio, i disastri ambientali (e ne abbiamo avuti di recenti e gravissimi qui in Italia) a costituire la motivazione per dotarsi di adeguati strumenti assicurativi, peraltro esistenti e consolidati da tempo!


Cosa fa Marsh e in particolare, cosa propone nel settore Ambientale?

Storicamente e di fatto, Marsh si pone quale interlocutore professionale unico per l’individuazione dei rischi, la misurazione dei possibili impatti economico/finanziari delle relative conseguenze e la predisposizione delle soluzioni assicurative più adeguate, queste ultime con il supporto del primario mercato assicurativo specializzato nella relativa tipologia di rischio presa in considerazione.
Nell’espletamento di queste attività, ricopre un ruolo di estrema importanza proprio l’aspetto preliminare – ma molto spesso, complesso – che permette di comprendere e dettagliare quale tipo di tutela assicurativa può essere efficacemente realizzata.
Più in concreto e con specifico riferimento al tema Ambientale, la validità di una copertura assicurativa adeguata in termini di garanzie, massimali e somme assicurate e di articolazione del contratto di assicurazione, non può che essere determinata da un’apposita e specifica analisi del rischio e soprattutto, delle esigenze di tutela dell’assicurato.
Per questo riteniamo che la nostra struttura e la nostra metodologia di lavoro rappresenti un effettivo valore aggiunto e ciò è dimostrato dalle numerose esperienze fatte in questo settore e dal gradimento dimostrato dalla nostra Clientela verso i nostri servizi integrati che abbracciano tutte le attività appena sopra riferite.

In molti casi rileviamo che le polizze assicurative contro i rischi ambientali vengono percepite come complesse da stipulare e costose. Qual è la vostra esperienza e il vostro parere in merito a ciò?

Come accennato appena sopra, la realizzazione di una copertura assicurativa nel settore Ambientale dovrebbe rappresentare l’ultimo anello di una catena di attività che sia in grado di realizzare la polizza più adatta alle esigenze.
Questo processo può risultare un po’ più complesso rispetto a quello seguito per la sottoscrizione delle polizze in altri rami assicurativi, ma la severità delle conseguenze economiche dei rischi di cui stiamo ora parlando, richiede molta attenzione sia per chi si assicura sia per gli assicuratori.
Questo può costituire un primo ostacolo – rappresentato, per esempio, dalla compilazione del questionario assicurativo che deve essere preventivamente compilato per ottenere la proposta di polizza: la difficoltà, però, è solo apparente e anzi, quell’occasione serve a tutti per riflettere meglio sulle condizioni soggettive da cui possono derivare implicazioni ambientali anche molto gravi e per fissare con maggior precisione e condivisione l’oggetto della garanzia assicurativa.
Inoltre, il supporto di un intermediario professionalmente qualificato nella materia, può rendere quest’adempimento preliminare un’utile occasione per comprendere quali tipi di rischio e i possibili scenari da dover fronteggiare nel caso si verifichi un evento impattante sull’Ambiente.
Devo dire anche, che nelle molte occasioni in cui abbiamo assistito i nostri Clienti nella compilazione dei questionari, essi hanno particolarmente gradito l’opportunità di effettuare ulteriori approfondimenti e indagini per conoscere la propria situazione, indipendentemente dalla stipulazione o meno della polizza assicurativa.
Tornando a quest’ultima e al contenuto delle garanzie che il mercato offre, vorrei sottolineare che la scarsa diffusione di polizze dedicate alle responsabilità e danni in materia ambientale – quali quelle prestate dal Pool Inquinamento –, si deve anche all’erronea convinzione che le conseguenze pregiudizievoli di questi rischi siano integralmente coperte dalle estensioni di garanzia chiamate “inquinamento improvviso o accidentale”, normalmente inserite nelle polizze assicurative contro la responsabilità civile “generale”.
Senza nulla togliere all’ampiezza e validità, nel loro complesso, di queste ultime polizze, occorre tener presente che esse normalmente non coprono le ipotesi di inquinamento cosiddetto “lento e graduale”, ne’ i conseguenti oneri economici di bonifica dei siti inquinati.
Nell’economia di queste poche righe non è certo possibile condurre degli approfondimenti tecnico-assicurativi di concetti di una certa complessità, ma il messaggio da ricordare è sicuramente quello che suggerisce di dotarsi di coperture assicurative “ad hoc” per il rischio ambientale, vista l’ampiezza dell’estensione delle relative garanzie, normalmente non prestate da altre polizze.
Da ultimo, vorrei anche dire qualcosa sul costo delle polizze per la responsabilità Ambientale, in più di qualche occasione considerato come un ostacolo per la stipulazione del contratto assicurativo.
Anche in questo caso, in tutta onestà debbo dire che l’esperienza sul mercato, specialmente da tre-quattro anni a questa parte, dimostra il contrario.
La numerosità degli assicuratori che operano nello specifico ramo, unitamente al novero delle garanzie disponibili e all’entità delle somme assicurabili, ha prodotto maggior competizione e quindi una riduzione dei costi assicurativi, tali da rendere sicuramente “appetibili” queste polizze e maggiormente interessante il complessivo rapporto “qualità / prezzo”.
Certamente, l’auspicabile riduzione del carico fiscale delle imposte sulle assicurazioni (oggi pari a ben il 22,25% del premio assicurativo), così come espressamente richiesta dall’AIBA, potrebbe dare un maggior impulso a uno strumento assicurativo oramai indispensabile per la buona salute patrimoniale delle Imprese.


Massimo Bertaglia

Pool Inquinamento Via G. Washington 70, Milano, MI, 20146 | T +390276416470 | F +390276416911 | M @info

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