Soluzioni Assicurative
Il problema di una non corretta copertura assicurativa: quando il rischio è sottovalutato e il livello di copertura non è sufficiente.
La maggior parte delle imprese (percentuale stimata fra il 95% ed il 99%) è assicurata o con l'estensione all'inquinamento cosiddetto "accidentale" sulla polizza RCG (Responsabilità Civile Generale), o è priva totalmente di qualsiasi copertura, mentre non più di 5.000 sono le aziende che hanno una polizza specifica per danni da inquinamento.
E' interessante provare ad analizzare le ragioni per cui il numero delle imprese assicurate è ancora così limitato, visto che da quasi 30 anni è disponibile uno specifico prodotto assicurativo.
La modesta diffusione di polizze specifiche per i rischi inquinamento è motivata da diverse ragioni:
- 01. le problematiche ambientali sono in genere molto tecniche e non di immediata e facile comprensione;
- 02. una errata valutazione dei potenziali danni da inquinamento conseguenti all'esercizio della propria attività; molte aziende sottovalutano questo rischio e sono convinte che sia impossibile causare un danno; quando poi si verifica un evento inquinante, che comporta la necessità di far fronte a ingenti spese di messa in sicurezza, bonifica e ripristino, si trovano impreparate sia sotto il profilo tecnico e legale che economico;
- 03. la mancata conoscenza degli obblighi di legge; la normativa ambientale italiana ha raggiunto, negli ultimi 10 anni, un livello di severità molto elevato;
- 04. la sottostima dei costi derivanti da una bonifica ambientale;
- 05. la mancata analisi dei danni che si possono causare a terzi;
- 06. la sovrastima dell'efficienza delle proprie misure di prevenzione/protezione;
- 07. limitate strutture di Risk Management in un numero elevato di PMI;
- 08. la non adeguata conoscenza del prodotto assicurativo e dei suoi costi da parte sia delle imprese che della rete di vendita delle Compagnie Assicuratrici (agenti, ispettori tecnici e commerciali);
- 09. la poca conoscenza sia del rischio che dei prodotti assicurativi da parte dei Broker che gestiscono una percentuale molto rilevante del mercato aziende;
- 10. il continuo utilizzo della clausola di estensione all'inquinamento accidentale su polizze RCG e non conoscenza della limitata operatività di questa copertura (i clienti ritengono spesso di avere una copertura completa).
In merito a quest'ultimo punto è opportuna qualche riflessione.
Numerose sono le aziende che hanno sottoscritto, più o meno consapevolmente, un'estensione per l'inquinamento accidentale sulla polizza RCG, di regola con sottolimiti molto contenuti: il vero problema riguarda sia il significato di "inquinamento accidentale", la formulazione della clausola di estensione (sono presenti molte versioni differenti sul mercato) e la tipologia di danni che verranno effettivamente risarciti.
Spesso, in caso di sinistro l'estensione non risulta operante a causa delle diverse interpretazioni date al concetto di "accidentale" o per la formulazione della clausola.
Ad esempio, in caso di incendio, per i danni a matrici ambientali, persone ed aziende limitrofe (inquinamento di terreno e falda causato dalle acque di spegnimento, intossicazione delle persone per i fumi, interruzione di esercizio di ferrovie, autostrade od attività commerciali o di servizi) la polizza incendio non opera e di regola, neanche quella RCG.
Appare di certo evidente che, se su una definizione fondamentale per la portata della garanzia vi è così ampia incertezza, vengono confermati i dubbi in merito all'opportunità di garantire la RC Inquinamento delle imprese in questa maniera.
In altre parole questa estensione può integrare una specifica polizza ma non può assolutamente sostituirla.
La soluzione senza dubbio corretta deve essere quella di avere entrambe le coperture, quella specifica per i danni da inquinamento ed eventualmente anche quella su polizza RCG.
Non assicurarsi od assicurarsi in maniera incompleta può avere conseguenze molto gravi per un'azienda, sia per quelle di grandi dimensioni che soprattutto per le piccole e medie, che difficilmente sono in grado di sostenere gli onerosi costi di bonifica e gli ingenti danni a terzi.